mercoledì 23 luglio 2014

I QUADERNI DELL'ALI

L'associazione ALI, oltre alla pubblicazione dell'annuario e dei cataloghi delle mostre organizzate, ha avviato una nuova serie di pubblicazioni denominata "I Quaderni dell'ALI".
Il primo quaderno intitolato "L'incisione Blu" è dedicato alla cosidetta incisione "no-toxic", è stato curato da Fabiola Mercandetti con scritti, oltre alla stessa curatrice, di Émilie Aizier, Paco Mora, Nick Semenoff e una presentazione firmata da Marco Fiori e Marzio Dall'Acqua.
Il quaderno si compone di 56 pagine a colori e , come tutte le pubblicazioni dell'ALI, è fuori commercio, riservato ai soci, agli amici e ai corrispondenti, ma potrà essere inviato gratuitamente, fino ad esaurimento, agli interessati che ne faranno richiesta.
www.alincisori.it
alincisori@gmail.com

25 commenti:

  1. Confermo che il quaderno verrà spedito gratuitamente e fino ad esaurimento a chi ne farà richiesta. Oltre 250 sono già stati distribuiti a soci e corrispondenti.
    Aggiungo che dal 26 luglio al 24 agosto sarò assente per ferie e al mio rientro esaudirò le richieste nel frattempo arrivate.

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  2. Nei toni di qualche celebrante, nelle mostre e nei concorsi riservati esclusivamente all'incisione no-toxic colgo segni d'integralismo e atteggiamento inquisitorio che mi preoccupano a prescindere dal fatto che trattandosi di incisione l'eventuale autodafè non comporterà una pena capitale.
    Sostenendo che l'impatto ambientale e la tossicità delle sostanze usate nell'incisione è un falso problema alimentato da un distorto ed esasperato ecologismo (dall'interesse di qualche produttore e qualche docente d'accademia bisognoso d'identità) più che una reale emergenza, non intendo schierarmi in contrapposizione, ma soltanto rilevare che focalizzare l'interesse sui tecnicismi anziché sui contenuti non ha mai giovato alla qualità dell'arte.

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    1. In parte posso anche condividere, ma voglio credere che intendi in senso generale e non riferendoti a questa specifica pubblicazione.

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  3. Scusate, ma cosa c'è di più semplice, di più ecologico e di meno inquinante, per esempio, di una puntasecca o di un bulino, stampando, per i più intrasigenti, con inchiostro ad acqua anche se quello veramente buono devono ancora inventarlo. La qualità di un'incisione è nel di-segno dell'immagine stampata e nel suo contenuto, non nel metodo adottato.

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  4. Comprendo e condivido le dicharazioni di principio, ma con questo commento vorrei rendere riconoscimemto all'impegno dell'ALI nel farsi carico di una publicazione a stampa e alla generosità di renderla disponibile, mentre altre associazioni sembrano esistere solo per assecondare la vanità della presidenza.

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    1. Credo che l'ALI dovrebbe trovare il modo per consentire un piccolo contributo volontario, senza l'impegno di divenire soci sostenitori.

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  5. Com'è possibile che per documentare i risultati dei procedimenti atossici si ricorre sempre ad esempi così mediocri? Possibile che tra tanti validi incisori contemporanei non si trovi qualcuno disponibile? mi viene il dubbio che c'è qualcosa che non va.

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  6. Da alcuni commenti si deduce che richiedendo il quaderno si approfitti della disponibilità dell'associazione, pertanto da qualcuno che ha già avuto modo di esaminarlo vorrei conferma che sia veramente valido.

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  7. onestamente sono molto delusa... pensavo che questo blog fosse nato per lo scambio di opinioni e informazioni varie, ma pare che le persone si divertano solo a fare pettegolezzi!!! a me sembra tanto che molti rosichino perchè gli altri riescono a scrivere (il che significa possedere un dialettica e una padronanza della grammatica, cosa di cui, purtroppo, molti non dispongono!!) e, adddirittura, a far pubblicare i loro testi! se questo libro l'avesse scritto un prof dell'accademia, tutti l'avrebbero osannato e pagato pure a caro prezzo! posso affermare (poichè ho tentato di studiarli!), che molti manuali di tali docenti, sono assolutamente incomprensibili, poichè questi professori a stento si esprimevano in italiano, e anche perchè, in fin dei conti, volevano solo guadagnare dei soldi, senza desiderare davvero condividere il proprio sapere con gli allievi! non è un caso che poi gli studenti delle accademie vadano presso atelier privati; ciò accade perchè in accademia non imparano nulla!!! mi dispiace constatare che avevo ragione: se questo libro avesse avuto un costo, sarebbe stato apprezzato di più, perchè nella nostra società contano l'apparenza, i nomi.. personalmente, reputo che se uno ad es. vince una competizione internazionale all'estero, a cui partecipano 2000 stampe, conti di più... ma questo significa confrontarsi con il MONDO e mettersi in DISCUSSIONE... manca l'umiltà tra parecchi artisti italiani, che spesso occupano posti di lavoro o vincono premi per fideiussione.. e proprio non riuscono a esser felici per i successi altrui!!! coloro che criticano il testo in questione, l'hanno veramente letto o si sono limitati a osservare le foto?! ovvio che bulino e puntassecca sono tecniche atossiche, pure la xilografia, la maniera nera ecc... ma non daranno mai gli stessi effetti di una vernice molle o di un'acquaforte! qui non si dice che il "no-toxic" sia una tendenza o una verità assoluta, ma è un ALTRO modo di fare le cose (che per giunta non produce tumori al cervello!!), come lo era l'acquatinta ai tempi di Le Prince, la litografia con Goya, ecc ecc... eppure tutti questi ECCELSI artisti non si sono fermati e hanno cercato di sperimentare e andare oltre il loro naso.... e quando scrivevano dei trattati, molto spesso prendevano ad esempio le cose prodotte dai loro allievi... se un "valido incisore" non realizza opere con questi metodi, come può mai esser contemplato?! e chi stabilisce che un esempio sia mediocrre? se è utile per la DIDATTICA, allora è pertinente, e non per forza deve essere "bello" (concetto puramene soggettivo!). credo che la mercandetti, invece, con il suo estenuante lavoro di traduzione, verifica e perizia, ci abbia offerto GRATUITAMENTE il suo sapere, amore, le notti insonni, il suo cuore.. ci vuole coraggio per fare questo! quanti incisori/maestri dell'accademia lo fanno? pochissimi! tra l'altro..... lo sapete che avete criticato anche gli scritti di GRANDI nomi del settore?! evidentemente no, altrimenti presumo (spero) vi sareste ridimensionati.... provo davvero tanta tristezza, perchè siete troppo piccoli per volare in alto....

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    1. Condivido alcune considerazioni di "Un Incisore", inclusa la deprecabile tendenza al pettegolezzo di alcuni commenti nel blog, dissento dal fatto che si possa criticare solo perché si rosisa d'invidia, dal fatto che la validità di un esempio sia un concetto puramente soggettivo e dall'attacco generalizzato ai docenti di Accademia (categoria alla quale appartengo). Quando si "pubblica" è da mettere in conto la possibilità del dissenso e rispondendo a Marisa che chiede un parere sul quaderno, premetto che sto per esprimere la mia severa critica avendolo letto molto attentamente, senza rosicare (che mi si creda o no).
      Chi si aspettasse un ricettario di sostanze e procedimenti resterebbe completamente deluso perché quel che il quaderno restituisce sono solo i presupposti teorici (o ideologici) della ricerca No-Toxic. Anche quando sarebbe stato semplice e coerente indicare, per esempio, la percentuale di clururo di sodio da aggiungere al solfato di rame, nessun pratico suggerimento operativo viene fornito. Di questa scelta d'impostazione si può solo prendere atto perché qualunque osservazione su come o cosa sarebbe risultato meglio vorrebbe dire ipotizzare un diverso quaderno.
      Il testo di Fabiola Mercandetti l'ho percepito come una rincorsa concitata nel tentativo di sintetizzare istanze ecologiste, vaghi cenni di chimica e soprattutto riferimenti storici e bibliografici (del tutto esaurienti, le va riconosciuto). I testi degli altri esperti sono autoreferenziali (soprattutto Mora) e autopromozionali (soprattutto Aizier) essendo autori di manuali in commercio. Un discorso a parte si potrebbe fare sull'apparato iconografico che mi è sembrato spesso poco funzionale al testo.

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    2. Ho letto il libro e l'ho trovato come una grande traversata nella storia dell'incisione.
      Sarò molto sintetico nel focalizzare alcuni punti:
      - nelle premesse e nell'introduzione del libro, scritta da Marzio Dall'Acqua e Marco Fiori, si legge chiaramente che la serie dei quaderni è un modo per "prendere appunti, per raccogliere materiale, al quale magari in un secondo momento si vorrà dare una forma più compiuta" e, segue, si è aperti a chiunque voglia "difendere e valorizzare l'arte incisoria". Mi sembra evidente che non sia un manuale.
      - il titolo "Incisione Blu. Breve storia del movimento non toxic e dei mordenti salini" è molto esplicito e non lascia dubbi.
      Vorrei ricordare alla docente che nella letteratura artistica, esistono differenti categorie di scritti e di ricerche comprendenti manuali tecnici, ricettari, trattati teorici, biografie, carteggi e testi storici.
      Si deduce che, il testo in questione, sia una ricerca storica e quindi mettere delle ricette o cenni da manuale, non mi sembra pertinente.
      - definire lo scritto una "rincorsa concitata" mi sembra una semplificazione, dato che è una ricerca così ricca e rigorosa, piena di spunti di riflessione, di aneddoti storici e di notizie inedite. Soprattutto è qualcosa di nuovo e di originale, non è un copia-incolla (traduzione da altri) così di moda nella nostra epoca.
      Ho un consiglio da dare alla Mercandetti: meglio cambiare il titolo del libro e di intitolarlo "Invidia Blu".

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    3. Anch'io la penso come "un incisore". Se il testo fosse stato scritto da un docente, l'insegnante non avrebbe mai scritto questa aspra critica.

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    4. Il blog è una triste fotografia della nostra epoca. Non il blog in sé, il quale pubblica articoli interessanti, ma chi vi scrive è davvero molto triste. Fa riflettere questo modo di rispondere a delle iniziative culturali sull'incisione, come quelle promosse dall'Ali. Iniziative che sono, mi sembra di aver capito, senza scopi commerciali o di lucro, anzi l'unico fine ravvisabile è la diffusione gratuita di un testo o più testi. Ho richiesto questo testo che sembra, a mio modesto avviso, un aggiornamento sull'incisione.
      I docenti dovrebbero essere lieti di eventi simili e dovrebbero collaborare con le associazioni e con gli altri incisori. Forse ringraziare? Ma forse questa è un'altro tipo di Italia, un'Italia che non esiste più.

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    5. Troppo buonismo.

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  8. Io continuo a sostenere che questo ignobile blog andrebbe chiuso, chiunque condivide dovrebbe farsi sentire per porre fine a questa indecenza.

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    1. Caro anonimo, nessuno ti obbliga a seguirlo !

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    2. non è il blog ad essere ignobile, ma le persone che sputano, ingiustificatamente, veleno contro le altre!

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  9. Non vedo quali sarebbero, tra questi commenti, i pettegolezzi e le indecenze, forse perchè non volo alto, di certo non striscio. Non avendo visto gli esempi proposti nel quaderno non posso giudicare se sono "mediocri" (come sostiene Anonimo) o sono "pertinenti anche se non belli" (come sostiene Un Incisore), distinzione che mi pare riconducibile alla differenza tra un bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, ma, ripeto, non avendo conoscenza diretta non entro nella disputa anche per non essere accusato di spargere veleno, invece mi limito ad una banale osservazione generale: non si può credere che la qualità di un'acquaforte dipenda solo dal tipo di acido usato senza tener conto della perizia dell'artista. È come se adottando la ricetta dell'acido di Piranesi qualunque lastra immersa in quell'acido possa acquistare le qualità di un'acquaforte di Piranesi (magari!). Per converso non è che una lastra per essere stata incisa con un mordente atossico acquisti, di per sé, alcun valore aggiunto, né artistico né etico.

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  10. Non possiedo questo specifico quaderno, ma mi è capitato di leggere spesso che uno dei problemi sarebbe lo smaltimento delle sostanze usate per la morsura e non ho ben capito a cosa ci si riferisca poiché io il mio acido nitrico "stanco" lo custodisco gelosamente, mantenendolo alla stessa intensità e mi guardo bene dal disperderlo a meno delle poche goccie eliminate quando si sciacqua la lastra che per quanto moltiplicate per gli incisori del mondo non credo potranno mai costituire una emengenza ambientale: si fa più danno frigendo panelle.

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    1. ognuno è libero a casa sua, non in un edificio scolastico, dove vi devono essere per legge delle cappe aspiranti poiché l'acido nitrico sviluppa vapori di diossido di azoto che sono dannosi sia per l'uomo che per l'ambiente, anche se non lo si disperde direttamente.

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    2. E' da tempo che in alcuni edifici scolastici si usa la soluzione con il solfato di rame per lo zinco, al posto dell'acido nitrico.

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  11. Il solo aspetto che mi dispiace di questa discussione è che ha fatto dimenticare che contemporaneamente al quaderno è stato pubblicato un interessantissimo annuario di 304 pagine il cui titolo è ispirato all'ottava tavola del Miserere di Rouault.

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    1. Grazie per l'idea
      A chi ha chiesto il quaderno l'incisione blu vedrò di spedire anche il volume citato, sperando di fare cosa gradita.
      Buone vacanze

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    2. Non mi sono firmato scusate
      Marco Fiori
      Non sono il Marco semi anonimo.

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