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martedì 1 settembre 2015

VIII L'ARTE E IL TORCHIO



















(dal comunicato stampa)
Dal 27 settembre al 1 novembre 2015, presso il Centro Culturale di Santa Maria della Pietà a Cremona, e al Museo della Stampa di Soncino (CR), si terrà la 8ª Rassegna internazionale di incisione “L’Arte e il Torchio / Art and the Printing Press”.
La Biennale, esclusivamente ad invito, curata da Vladimiro Elvieri, coadiuvato da un Comitato scientifico internazionale, è organizzata con i patrocini e la collaborazione e del Comune di Cremona, della Pro Loco di Soncino e dell’AIE - Associazione italiana Ex libris, con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e il contributo di sponsor privati.
A Cremona saranno allestite le seguenti mostre:
L’Europa nel segno”, riservata a settanta fra i maggiori incisori contemporanei in rappresentanza dei 28 paesi dell’Unione europea, con 136 opere, tra cui autentici capolavori, di medio e di grande formato (fino a 2 m.), e “Incisione Italiana Under 36” che presenta 38 significativi lavori di giovani artisti provenienti da varie regioni italiane.
A Soncino, si terrà la mostra “Nutrire il corpo, nutrire la mente”, che presenta una importante raccolta (circa 120 opere) di ex libris e piccola grafica di autori italiani e stranieri, ispirati al tema di EXPO 2015 ed ex libris donati allo stesso Museo della Stampa.
Un laboratorio didattico sarà attivo, a Cremona, per tutto il periodo espositivo, a disposizione dei visitatori e delle scolaresche, con lezioni teoriche e pratiche sull’incisione d’arte e video di artisti.
Un catalogo generale a colori (italiano-inglese), sarà edito per l’occasione.

Inaugurazioni:
Domenica 27 settembre, Soncino, Museo della Stampa via Lanfranco 6, ore 11,00 / Cremona, Santa Maria della Pietà, piazza Giovanni XXIII, ore 16,30
Orari:
CREMONA, dal martedì al sabato  9,30-12,30 / 15 -18; domenica 10 -12,30 / 14,30 - 18; lunedì chiuso.
SONCINO, dal martedì al venerdì 10-12; sabato e domenica 10-12,30 / 15-19; lunedì chiuso.  
                                                                                                                                                     
Informazioni:
Biennale “L’Arte e il Torchio / Art and the Printing Press” c/o Vladimiro Elvieri (c.p. 19), c.so P. Vacchelli 51, 26100 Cremona, Italia  Tel. 0372 30410  email: info@artetorchio.it  website www.artetorchio.it   www.facebook.com/artetorchio2015   / Museo della Stampa, Soncino: info@museostampasoncino.it  www.museostampasoncino.it 


Fra gli eventi collaterali alla VIII Biennale L’Arte e il Torchio 2015, si segnala la mostra “POETICA DEL SEGNO – Incisori latinoamericani contemporanei”, che si terrà, dal 23 settembre al 4 ottobre 2015, presso Sala Alabardieri, Palazzo del Comune, Cremona. L’Esposizione, che presenta circa 40 incisioni, tra xilografie e calcografie (a cura di V. Elvieri), è organizzata dall’ALAC – Associazione Latinoamericana di Cremona, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Cremona.
Inaugurazione 23 settembre ore 17,30;
Orari: lun-sab 9-18 / dom 10-17 Ingresso libero. (www.alac-cremona.org

Artisti invitati
L’EUROPA NEL SEGNO / ENGRAVING IN EUROPE (Cremona):
AUSTRIA Wolfgang Buchta - Georg Lebzelter / BELGIO Thomas Amerlynck – Hugo U. Besard / BULGARIA Christo Kardjilov – Vasil Kolev / Vassillo – Dimo Kolibarov / CIPRO Tsangaris Hambis / CROAZIA Zlatko Keser / DANIMARCA Ken Denning / ESTONIA Marje Uksine – Reti Saks / FINLANDIA Palvi Hanni – Juha Tammenpaa / FRANCIA Assadour – ShuLin Chen – Egide (Pierre Martin) – Bernard Olier – Hector Saunier / GERMANIA Jochen Koehn – Nicolaj Sarafov – Ulrich J. Wolff / GRECIA Aristea Kritsotaki / IRLANDA Morgan Doyle – Stephen Vaughan / ITALIA Alberto Balletti – Adalberto Borioli – Sandro Bracchitta – Enrico Della Torre – Vladimiro Elvieri – Cinzia Fiorese – Nadia Galbiati – Renzo Margonari – Elena Molena – Toni Pecoraro – Giangi Pezzotti – Mario Scarpati – Arianna Tagliabue – Maria Chiara Toni – Walter Valentini / LETTONIA Guntars Sietins – Nele Zirnite / LITUANIA Elvyra Katalina Kriauciunaite – Egle Vertelkaite – Birute Zokaityte / LUSSEMBURGO Marc Frising / MALTA Alfred Chircop – Luciano Micallef / PAESI BASSI Caroline Koenders – Nicol Rodriguez / POLONIA Agata Gertchen – Joanna Piech – Krzysztof Tomalski / PORTOGALLO Maria Gabriel / REGNO UNITO Lennox Dunbar – Peter Ford / REPUBBLICA CECA Ivo Kren – Jiri Samek / ROMANIA Mircea Popescu / SLOVACCHIA Dusan Kallay – Igor Piacka – Kamila Stanclova / SLOVENIA Crtomir Frelih – Branko Suhy / SPAGNA David Arteagoitia – José Hernandez - Jabier Herrero / SVEZIA Mikael Kihlman – Fredrik Lindqvist / UNGHERIA Istvan Orosz

INCISIONE ITALIANA UNDER 36 / ITALIAN ENGRAVING UNDER 36 (Cremona):
Lara Monica Costa – Simone Del Pizzol – Andrea De Simeis – Alberto Finelli – Silvia Gabardi – Pier Giacomo Galuppo – Cecilia Giampaoli – Fulvio Joan – Stefano Luciano – Andrea Pacini – Irene Podgornik Badia – Marica Rizzato – Gianluca Rossitto – Fabrizio Sebastiani – Mattia Serra – Tommaso Squaiera – Riccardo Tonti Bandini – Antonino Triolo – Arianna Vairo – Giuseppe Vigolo

NUTRIRE IL CORPO, NUTRIRE LA MENTE / TO FEED THE BODY, TO FEED THE MIND
(Ex libris e piccola grafica, Soncino):
Anonimi stranieri (anni ’20) – Marianna Antonacci - Eva Aulmann (D/I) – Nino Baudino – Mario Benedetto - David Bekker (UKR) – Alessandro Berra – Maurizio Boiani – Margherita Bongiovanni – Giorgio Bordin – Milvia Bortoluzzi – Jiri Bouda (CZ) – Maria Rosanna Cafolla – Ezio Camorani – Luigi Casalino – Natalija Cernecova (LV) – Paolo Ciaccheri – Fausto Clericuzio – Renato Coccia – Maria Corte – Emilio Corti – Stefano Cristiano – Cristina Croce – Karel Demel (CZ) – Oleg Denisenko (UKR) – Danila Denti – Vladimiro Elvieri – Gianni Favaro – Federica Fiorenzani – Michael Florian (CZ) – Erica Forneris – Edoardo Luigi Fontana – Annacarla Fragnito – Desislav Gechev (BG) – Paola Ginepri – Paola Giordano – Alberico Gnocchi – Paolo Graziani – Calisto Gritti – Gianna Gualandi – Celeste Guidi – Sergey Harpad (UKR) – Luca Impinto – Benito Jacovitti – Julian Jordanov (BG) – Harry Jurgens (EE/D) – Lanfranco Lanari – Marius Liugaila (LT) – Stefano Mammoliti – Raffaello Margheri – Mario Mariman (B) – Maurizia Marini – Silvana Martignoni – W. Messerschmidt (D) – Valerio Mezzetti – Fiorella Mori Lehemuis – Ivo Mosele – Luciana Nespeca – Maria Antonietta Onida – Nicola Ottria – Anna Ottani – Beatrice Palazzetti – Roberta Pancera – Anna Pareschi – Maria Rosaria Perrella – Giancarlo Pozzi – Maria Regazzoni – Giorgio Rovelli – Ivan Rusachek (BLR) – Silvia Sala – Angelo Sampietro – Gabriella Santarelli – Maurizio Sicchiero – Marisa Simoni – Laura Stor – Michele Stragliati – Piero Tacconi – Maria Maddalena Tuccelli – Enrico Vannuccini – Vanda Velluti - Rudolf Warnecke (D).

martedì 19 maggio 2015

LIBERBOOK

Si svolgerà a Parma, il 23 e 24 Maggio, presso i Voltoni del Guazzatoio del Palazzo della Pilotta, la seconda edizione di LiberBook il Salone del Libro d'Artista e della Stampa d'Autore.

Una commissione formata da alcuni rappresentanti del Rotary Club e dalla Soprintendente per i beni culturali di Parma hanno selezionato trentotto espositori nel segno della qualità, della diversità dei percorsi presentati e del carattere internazionale della manifestazione, tra questi segnaliamo alcuni editori presenti nella nostra pagina EDIZIONI: Edizioni dell'Ombra di Salerno, Le Magnifiche Editrici di Bologna, Il Ragazzo Innocuo e Il Buon Tempo di Milano, Mavida di Reggio Emilia.
"... In un'epoca completamente votata al digitale, la stampa d'arte e il libro d'artista assumono il ruolo di inno alla lentezza, alla manualità e alla bellezza ritrovata di un canone antico e reinterpretato in accezione contemporanea. La traduzione in oggetto-libro di preziose ricerche, per contenuto e tecnica di riproduzione, tramite le quali gli editori-stampatori si fanno artisti, trova nella produzione della copia limitata il proprio punto di forza. LIBERBOOK diventa il contenitore italiano per eccellenza di questo settore tanto apprezzato oltralpe, invitando i visitatori a compiere un viaggio nella microeditoria di qualità nel palazzo che ospitò la tipografia reale di Giambattista Bodoni."






sabato 1 marzo 2014

PREMIO SANTA CROCE GRAFICA

dal comunicato stampa







Sabato 1 marzo alle ore 17,00 presso il Centro Espositivo Villa Pacchiani di Santa Croce sull’Arno si inaugura la mostra della settima edizione del Premio Santa Croce Grafica, un’iniziativa del Comune di Santa Croce sull'Arno. Assessorato alle Politiche ed Istituzioni Culturali con la sponsorizzazione di Cassa di Risparmio di San Miniato, Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato.





Diciassette sono gli artisti invitati a partecipare con opere realizzate con tecniche prevalentemente calcografiche. Gli inviti sono stati rivolti ad artisti la cui produzione è varia per tecniche e materiali. All’interno dei vincoli dettati dal bando gli artisti invitati hanno presentato opere in cui i caratteri specifici della calcografia vengono accolti e interpretati in maniera non convenzionale, lavori dove la tecnica classica è strumento per veicolare forme e contenuti che proseguono e declinano le loro ricerche personali. La mostra delle opere partecipanti al Premio si rivela occasione per verificare qualità e varietà, certificando la libertà che la grafica d’arte pretende nel presente. Vari per provenienza, modalità espressive, ricerca, gli artisti che partecipano alla settima edizione del Premio provengono dal territorio nazionale o sono comunque attivi in Italia: Adalberto Abbate, Giulia Cenci, Martina della Valle, Elena El Asmar, Flavio Favelli, Francesco Lauretta, Andrea Mastrovito, Jacopo Miliani, Concetta ModicaNero/Alessandro Neretti, Giovanni Ozzola, Paolo Parisi, Maria Pecchioli, Marco Raparelli, Davide Rivalta, Marco Maria Giuseppe Scifo, Enrico Vezzi.
La commissione che designerà l’artista vincitore di questa edizione del Premio è composta da Antonio Grulli, critico d'arte e curatore, Arabella Natalini, storica dell'arte e curatrice, direttore artistico Tusciaelecta arte contemporanea nel Chianti, Alessandro Tosi, Direttore scientifico del Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi di Pisa, Ilaria Mariotti (Direttore di Villa Pacchiani) e presieduta dall’Assessore alla Politiche e Istituzioni Culturali del Comune di Santa Croce Mariangela Bucci.
Durante l’inaugurazione verrà presentato il catalogo che documenta tutti i lavori partecipanti.

In relazione al Premio di Grafica è stato realizzato, coinvolgendo in questa prima occasione i bambini delle classi quarta A e B della scuola primaria Copernico e le loro insegnanti, il workshop Squeeze the bag – schiaccia la borsa, ideato e condotto dalla coppia di artisti Pantani- Surace. Il laboratorio parte dall’esperienza della stampa e la restituisce ai partecipanti quale momento di gioco e di partecipazione collettiva. Dalla stampa, realizzata su tessuto, sono state ricavate borse che saranno regalate a ogni bambino che ha partecipato al progetto il giorno dell’inaugurazione della mostra del Premio Santa Croce Grafica.

Premio Santa Croce Grafica 
settima edizione
inaugurazione della mostra e premiazione sabato 1 marzo 2014 ore 17.00
Villa Pacchiani Centro Espositivo
Piazza Pier Paolo Pasolini, Santa Croce sull’Arno;
1 - 16 marzo 2014
ven - dom 16.00/20.00
info: Comune di Santa Croce sull'Arno, tel 0571 30642, 0571 389953; Ingresso libero

venerdì 20 dicembre 2013

DI CARTA/PAPERMADE

Biennale Internazionale di Opere di Carta

Palazzo Fogazzaro
Schio (VI), Italia
21 dicembre 2013 - 22 febbraio 2014

(Dal comunicato stampa)
Carta, carta e ancora carta. Al posto di tele, marmo o legno, di video o performance.

La carta, materia ‘povera’ e veicolo di cultura per eccellenza, è il Leitmotiv di questa esposizione.

Come la tela o la materia prima da manipolare e trasformare in opera d'arte, la carta suscita ispirazione, veste emozioni, si carica di sensi.
Artisti di 29 Paesi. Background culturali, stili, linguaggi che si incontrano e dialogano dando sostanza e colore ai leggeri paesaggi dell’immaginazione. Libri d’artista, stampe, installazioni. Varietà e Leitmotiv nel nome della carta.
La mostra – di grande fascino e respiro – aprirà a Palazzo Fogazzaro, nel centro di Schio e di un’area, l’Alto Vicentino, che oltre alla celebre fioritura dell’industria tessile vanta nella sua storia una dinamica attività di cartiere e la stampa di preziosi incunaboli.
DI CARTA/PAPERMADE è organizzata dal Comune di Schio e curata da Valeria Bertesina.
È un’ampia mostra collettiva di opere di carta, suddivisa in 3 aree: stampe d’arte, libri d’artista e installazioni.

Partecipano 79 artisti, italiani e stranieri.
Artisti:
Hiroko AKASAKA, Marina BANCROFT, Manuela BEDESCHI, Charles BENEKE , Maria Pina BENTIVENGA, Guillermo BERMAN, Valeria BERTESINA, Sergio  BIGOLIN, Dare BIRSA, Sarah BODMAN, Nedda BONINI, Marie Christine BOURVEN, Sandro BRACCHITTA, Lukas BRADACEK, Jiri BRAZDA, Giovanni BUOSI, Mirta CACCARO, Vito CAPONE, Angela CAPORASO, Daniela CATALDI, Ferdinando COLORETTI, Angelica DE GUGLIELMI, Ariel DE GUGLIELMI, Edvin DRAGICEVIC, Mary FARREL, Altina FELICIO, Marco FERRARI, Manuela FILIACI, Peter FORD, Antonio FREILES, Jose FUENTES, Judith GHASHGHAIE, Oscar GILLESPIE, Chiara GIORGETTI, Fabio GUERRA, Caroline HALFORD, Sean HANRAHAN, Valgerdur HAUKSDOTTIR, Victor Manuel HERNANDEZ CASTILLO, Valeriu HERTA, Cvetka HOJNIK, Mary HOLLAND, Terny HURSTI, Aya IMAMURA, Sanna JARVELA, Marianne KEATING, Kalina Kraleva HRISTOVA, Joanna LATKA, Liviana LEONE, Margherita LEVO ROSEMBERG, Li CHEN, Mirco LUZZI, Vittorio MANNO, Fernando MASONE, Zdravko MICANOVIC, Zeljka MICANOVIC MILJKOVIC, Octavian MICLEUSANU, Denise MINGARDI, Ibhraim MIRANDA, Elena MOLENA, Giovanbattista NITTI, Ming Ming NIU, John O’BRIEN, Hilda PAZ LEVOZAN, Vincenzo PIAZZA, Pino POLISCA, Teresa POLLIDORI, Fernando REA, Maria Reina SALAS, Angelo RIZZELLI, Miran SABIC, Concha SAEZ, Lucio SCORTEGAGNA, ANASLADETIC, Florin STOICIU, Natalia TAMAYO, Rocco TAMBLE', Thui TO TRAN BICH, Marina VIDALI.

Inaugurazione:
Sabato 21 dicembre, h.16.30
Apertura:
Mercoledì, h.10.00 – 12.30
Venerdì, h. 16.00-19.00
Sabato e domenica, h.10.00 -12.30 e 16.00 – 19.00

Link:
http://www.metaprintart.info/cultura-grafica/11039-opere-di-carta-una-mostra-fuori-dai-canoni/

venerdì 23 agosto 2013

DI CARTA / PAPERMADE Prima Biennale Internazionale di Opere su Carta

Francisco Goya
C’È MOLTO DA SUCCHIARE
Foglio 45 dei Capricci, 1799
Acquaforte e acquatinta, 205 x 150














IL BARATTO
Il baratto, cito dal primo vocabolario che mi è capitato sottomano, è lo scambio diretto di un bene o di un servizio con un altro. Rappresenta la più antica forma di commercio, corrispondente ad uno stadio economico mancante ancora di denaro.
È facile individuare nell’attuale crisi economica un possibile incentivo alla ripresa dello scambio diretto, ma la pratica ha già una sua consuetudine nella filosofia della “decrescita”, più o meno “felice”, in quanto possibilità di “risparmio” scambiando anche la propria disponibilità attraverso le “Banche del Tempo”
Non so se gli organizzatori della “Biennale Internazionale di Opere su Carta”, promossa dal Comune di Schio, siano partiti da considerazioni simili a queste, di certo sono giunti alla conclusione che invece della volgare e tanto vituperata ”quota di partecipazione” si poteva chiedere agli artisti di contribuire “in natura” e ai fornitori di accettare una forma di “baratto culturale”.
Cito testualmente dal punto quattro del regolamento:
«4) Ogni artista parteciperà con un opera, inviando n. 3 copie della stessa. Le tre stampe (originali e non riproduzioni) saranno donate al Comune che utilizzerà: due copie come ricompensa per servizi e acquisti per l'organizzazione della mostra e una copia di tutte le stampe entrerà a far parte della Collezione Civica del Comune di Schio, che si impegnerà al massimo per valorizzare le opere esponendole periodicamente oppure inviandole in prestito ad altre esposizioni.»
Poiché è prescritto che le opere da presentare debbano essere stampate su un formato di carta compreso tra 35x50 e 70x100 cm, se ne può dedurre che mediamente, con una grossolana stima, le quotazione dei fogli presentati si aggireranno tra centocinquanta e seicento Euro.
Lascio a voi il facile compitino di fare il resto del conto.
Gli artisti sono una categoria fortunata per natura, c’è sempre chi si preoccupa per loro e si offre per semplificarne l’esistenza. Infatti è proprio una fortuna per gli incisori che il mercato della stampa d’arte si sia azzerato cosi non hanno più preoccupazioni di quotazioni e di commercializzazione e se i fogli si accumulano invenduti ecco la lodevole iniziativa della biennale “DI CARTA / PAPERMADE”  che si prende la briga di aiutare a far spazio nella cassettiera alleggerendola, in un sol colpo, di ben tre fogli.
Che sollievo!
Che fortuna!
È facile immaginare, stante lo spirito emulativo che caratterizza questo campo, che c’è già chi è pronto a rialzare il numero di esemplari richiesti per non far mancare il proprio aiuto agli artisti tanto bisognosi che non sanno proprio come smaltire le tirature invendute.
Contrariamente alle abitudini, in questa considerazione voglio continuare a mantenere il tono di “serietà” fin qui adottato, pertanto non ironizzerò sulla differenza tra “valore e prezzo” o sull’ancor più frivola relazione tra “valore artistico e valore commerciale” perché ci si muove sul filo dell’ambiguità tra scambio e omaggio e sappiamo che nella mentalità comune ciò che viene regalato ha la fatale conseguenza di deprezzare qualsiasi valore intrinseco (quello “artistico” è già di per sé difficile da riconoscere), ma questi sono argomenti troppo leggeri per essere trattati in questo seriosissimo blog.
La mia presunzione di conoscere tutti nel “cortile” dell’incisione italiana deve incassare un duro colpo ammettendo di non sapere nulla (e forse è un bene) sulla curatrice incaricata di selezionare gli artisti da invitare.
L’impostazione complessiva ha un suo interesse, anche in relazione alle considerazioni espresse negli ultimi post, e stante l’eterogeneità alla quale si va incontro, “un mix di grandi diversità a confronto”, sarà l’allestimento a fare la differenza. Per tutto il resto posso solo riportare quanto viene dichiarato nella presentazione dell’iniziativa:
«DI CARTA / PAPERMADE sarà un'ampia esposizione collettiva di opere di carta in cui si possono individuare tre settori: la stampa d'arte, i libri d'artista e le istallazioni.
Il progetto prevede la partecipazione di circa 80 artisti, italiani e stranieri, con altrettante opere (circa 50 stampe d'arte, 12 libri d'artista, 15 istallazioni).

Il tema delle opere è libero.
È la carta, materia e mezzo privilegiato, al centro di questo progetto.
Gli artisti presenteranno la loro opera creata utilizzando la carta come mezzo espressivo su cui o con cui creare immagini e oggetti.
Quindi carta intesa sia come supporto sia come materia da trattare, manipolare, trasformare in opera d'arte, ispirazione o veicolo di emozioni e comunicazioni.
La sede della mostra sarà Palazzo Fogazzaro a Schio, anticamente opificio laniero, collocato in una zona che vanta la stampa di alcuni dei primi incunaboli.

Gli artisti invitati avranno differenze di età, di provenienza geografica e formativa, percorso di ricerca, di linguaggio e di stile. Il risultato sarà un mix di grandi diversità a confronto: aspetti iconografici,  cromatici e plastici tra i più svariati, soggetti liberamente scelti, universi narrati o luoghi e sentimenti evocati, emotività delicatamente o fortemente espresse.
Dal figurativo all'astratto, alla ricerca di particolarità di segni, forme o ricerche plastiche e cromatiche.
Le possibilità tecniche potranno essere sia tradizionali che sperimentali e in tecnica mista, utilizzando le metodologie antiche oppure nuove tecniche.»

Dunque tutti a Schio “presso lo storico Palazzo Fogazzaro” da gennaio a febbraio 2014 (presumibilmente).


lunedì 15 luglio 2013

ANCORA SULLE BIENNALI

 Giancarlo Vitali (Bellano 29/11/1929)
LA “COPPA VENINI”, 1984. Acquaforte 250 X 230





A sostegno autorevole della tesi espressa disorganicamente nel precedente post, si riporta uno stralcio del testo scritto da Paolo Bellini per il catalogo della prima “Biennale di Olzai”.
L’idea di incisione del Professor Bellini è ben nota e anche nel testo in catalogo non manca di evidenziare le proprie preferenze, ma per quanto riguarda le considerazioni generali risultano ispirate da una lucida visione dell’attuale situazione ed espresse con l’abituale chiarezza e incisività.
Non c’è nulla dei toni enfatici e trionfalistici che caratterizzano le presentazioni di analoghe iniziative e la segnaliamo ritenendola, probabilmente, la presentazione più intellettualmente onesta che può capitare di leggere.


«Di fronte alla nascita di una nuova Biennale di grafica, come è appunto quella di Olzai, è legittimo e doveroso chiedersi quale ne sia il senso. Per Olzai in particolare, ma anche in genere, estendendo la domanda alle altre numerose Biennali che hanno luogo in Italia. La risposta più ovvia e più logica è che una Biennale debba e voglia presentare al pubblico e alla critica soprattutto due aspetti: una valorizzazione del proprio territorio e insieme uno spaccato, dove più e dove meno veritiero, della situazione della grafica italiana in quel momento, una sorta di panoramica della produzione contemporanea ritenuta migliore.
Sulla promozione del territorio non vi è dubbio che un’iniziativa come quella avviata dal Comune di Olzai recherà qualche effetto positivo. Se poi dobbiamo considerare le opere presentate come uno spaccato dell'arte grafica contemporanea, emergono allora alcune considerazioni interessanti. A livello generale si può dire che la maggior parte delle opere ammesse alla manifestazione rientrano nell'ambito del figurativo, con poche e non significative eccezioni. Varie poi e con marcate differenze si mostrano le cadenze stilistiche proprie di ciascun artista. A livello molto sintetico e generale è parso che vi sia un gruppo di incisori che mostrano nei propri lavori una maestria tecnica e mimetica di grande spessore, replicando del resto una prassi che da anni perseguono nel loro lavoro: opere certo ammirevoli e ammirabili, ma che non superano la soglia di una raffinata, esperta e consumata abilità tecnica, specie quando scelgono particolari dove tale perizia può essere meglio mostrata, come la luce di una lampada o le pieghe di un tessuto.
In altri invece si è avuto modo di leggere un soffuso e insistente richiamo a una visione che sconfina dal mondo visibile e riproducibile verso una dimensione fantastica, nel tentativo, spesso riuscito, di creare con la propria opera un’allegoria.
[…]
Se queste ottanta opere volevano essere uno spaccato della produzione dell’arte grafica contemporanea, come si diceva più sopra, ebbene, direi che lo sono, anche se, onestamente, va riconosciuto che alcuni dei lavori presentati sono un po’ troppo "datati" e in futuro sarà opportuno porre dei termini più chiari in tal senso. Naturalmente non tutti possono ritenersi d’accordo con l’opinione che questa edizione della Biennale di Olzai sia rappresentativa della grafica che oggi si fa in Italia. È vero, hanno ragione. Da parte di diversi incisori si realizzano opere di tutt’altro tipo, si sovrappongono le tecniche, si mescolano i linguaggi, si punta a stupire. Ognuno è libero di fare l’arte che vuole. È una questione di qualità e forse anche di buon gusto.
Chiudo con un'osservazione che mi pare doverosa: questa Biennale, ideata da Enrico Piras e supportata intelligentemente dal Comune di Olzai, ha fra i tanti un merito: quello di non proporre vincitori, ma solo segnalati. Un modo intelligente per rispettare gli artisti e per ribadire che un concorso artistico differisce di molto da una gara podistica o ciclistica.»

lunedì 1 luglio 2013

SULLE BIENNALI

Leonardo Castellani (Faenza 1896 – Urbino 1984)
GLI IMBALSAMATI
acquaforte, 1935 mm 227x 360








Al loro primo apparire il senso delle rassegne che ancora oggi chiamiamo “Biennali” era quello di presentare uno spaccato della situazione dell’arte in quel dato momento, una ricognizione della produzione contemporanea ritenuta migliore.
La crisi di questa concezione esplode a partire dagli anni novanta del Novecento con l’inflazione di mostre biennali che hanno scardinato il modello dall’interno sostituendolo col concetto di mostra “a tesi”.
Il responsabile, che inizia a chiamarsi “curatore”, individua una tematica, o una tesi appunto, e sceglie di presentare quegli artisti e quelle opere che ne siano la “dimostrazione”.
Massimiliano Gioni, curatore della 55ª Biennale in corso a Venezia, in un’intervista pubblicata nel numero 300 di “artedossier” dichiara che «Non esiste un formato sclerotizzato di biennale, al contrario credo che ci sia libertà, una biennale può essere qualsiasi cosa… Si parla di biennali solo per riferirsi a un formato che avviene ogni due anni».
Se così “È” nel mondo dell’arte contemporanea, così “NON È” nel mondo dell’incisione italiana contemporanea, o meglio non lo è ancora anche se qualche tentativo è stato fatto.
qualunque rassegna che, oggi, tenti di applicare l’originario principio di presentare una panoramica dell’arte incisoria del momento, è condannata in partenza a non riuscire a presentare nulla di nuovo per i motivi che nel post “J’e accuse” sono già stati argomentati.
Il problema è intricato perché è in crisi il sistema, è in crisi il mercato, sono in crisi gli artisti incisori…
Non si vuol sostenere che il principio della mostra “a tema” sia, di per sé, la panacea in grado di assicurare la buona riuscita, tuttavia appare evidente la necessità per i curatori delle prossime rassegne d’incisione di rivederne l’impostazione, iniziando con l’assumersi il rischio di proporre nomi se non “nuovi” almeno “diversi”, forse per alcuni artisti consolidati non essere più invitati può costituire un qualche incentivo a rimettersi in discussione?
La frecciatina è avvelenata, me ne rendo conto, ma non è tempo di ipocrite accondiscendenze.
Altro che “continuità”!
C’è stato un surplus di “quantità” ora è indispensabile che tutti i soggetti coinvolti si mettano al lavoro per elaborare “nuova qualità”, altrimenti possono continuare a fare gli imbalsamatori, ma i fatti dimostrano che non c’è tutta questa domanda di uccelli impagliati.

sabato 27 aprile 2013

UZICE



  
Abbiamo il piacere di informare che il 3 maggio 2013, alle ore 19,00, presso i nuovi spazi della City Gallery di UZICE, Slanuska 10, 31000 UZICE, Serbia, nell’ambito dei programmi della XI International Graphic Art Biennial “Drypoint”, verrà inaugurata l’esposizione
INCISORI ITALIANI CONTEMPORANEI
La Mostra, nata dalla collaborazione fra la Biennale di Uzice, la Rassegna L’Arte e il Torchio di Cremona, due fra le più importanti manifestazioni internazionali biennali dedicate all’Incisione, e l’Istituto Italiano di Cultura a Belgrado, presenta quaranta opere di medio e grande formato, che offrono una panoramica sulle tendenze in atto nel campo della ricerca incisoria oggi in Italia. Realizzate con varie tecniche, da quelle più “tradizionali” (dalla puntasecca all’acquaforte, dalla xilografia all’acquatinta), fino ai metodi più innovativi e sperimentali, sempre tuttavia condotti nel solco della incisione “originale”, nella quale la matrice è incisa di mano dell’artista, le opere in mostra, i cui soggetti spaziano dal figurativo all’astratto, dal bianco e nero a soluzioni materiche e coloristiche dove il colore non è decorazione ma elemento essenziale nella definizione espressiva dell’immagine, evidenziano le spiccate personalità dei venti artisti italiani selezionati fra i più significativi oggi presenti nel settore della grafica incisa. La selezione comprende autori di tre generazioni; accanto ad artisti già affermati a livello internazionale,  troviamo dei giovani  non meno interessanti, per i quali l’arte dell’incisione riveste un ruolo primario nella definizione della loro poetica espressiva. I lavori presentati saranno in parte donati (una o entrambe le opere per autore) alla Collezione internazionale d’arte grafica della Galleria civica di Uzice, già in possesso di notevoli opere incisorie acquisite nelle varie edizioni della Biennale internazionale della Puntasecca, contribuendo così allo studio e alla conoscenza di un patrimonio culturale quale quello della stampa d’arte originale.  Un catalogo bilingue (ita-ser) contenente riproduzioni a colori delle opere, brevi note biografiche degli autori e testi di Zoran V. Cvetic, Direttore della Galleria civica di Uzice, di Vladimiro Elvieri, curatore, e di Sira Miori, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Belgrado, Coordinatore d’Area e Consigliere per gli Affari Culturali dell’Ambasciata d’Italia in Serbia, accompagnerà l’Esposizione, che sarà aperta fino al 26 luglio 2013, in contemporanea con la XI Biennale internazionale “Dry Point”. L’Esposizione,che si prevede itinerante in Serbia, è realizzata con il contributo e il Patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado.
In mostra opere di:
Alberto Balletti, Sandro Bracchitta, Fausto De Marinis, Elisabetta Diamanti, Vladimiro Elvieri, Umberto Giovannini, Gabriella Locci, Stefano Luciano, Renzo Margonari, Bonizza Modolo, Elena Molena, Luciana Nespeca, Giangi Pezzotti, Anna Romanello, Mario Scarpati, Arianna Tagliabue, Fulvio Tomasi, Maria Chiara Toni, Walter Valentini, Marina Ziggiotti.                                                                          
Segnaliamo inoltre che gli artisti italiani Vladimiro Elvieri e Alberto Balletti hanno ricevuto l’invito a far parte della Giuria selezionatrice alla XI “Drypoint” Biennale internazionale della Puntasecca di Uzice 2013 (Lavori: 4 e 5 maggio 2013).

Info:  City Gallery of Uzice, Slanuska 10, 31000 Uzice, Serbia   E-mail:  galerijauzice@gmail.com   /  www.drypoint.org      Ph./fax  ++381 31 512505 /  ++381 31 523299                                                                                           In Italia: Vladimiro Elvieri, tel. 0372 30410 / 3402244963   e-mail: info@artetorchio.it  

venerdì 12 ottobre 2012

INAUGURATA AD OLZAI LA PRIMA BIENNALE DELL’INCISIONE ITALIANA “CARMELO FLORIS”

Ecco le foto ricevute.
In coda qualche considerazione generale.


Un momento dell'intervento del professor Paolo Bellini
da sinistra: Enrico Piras, direttore artistico della Biennale; Antonio Ladu, sindaco di Olzai; Maria Grazia Scano Naitza, Paolo Bellini e Nicola Micieli, componenti della Giuria.
Olzai 6 ottobre 2012  (© foto G. Murgia)

Taglio del nastro della mostra,
 con il sindaco Antonio Ladu e il direttore artistico Enrico Piras
Olzai 6 ottobre 2012. (© foto G. Murgia)

Primi visitatori della mostra.
Olzai 6 ottobre 2012. (© foto G. Murgia)

Della maggior parte degli incisori sardi invitati non so nulla, tutti gli altri mi sono ben noti, ma non avendo conoscenza diretta delle opere presentate non entrerò nel merito degli aspetti prettamente artistici.
Da quel che sapevo e da quanto ho appreso è scaturita qualche considerazione generale prendendo Olzai come esempio di analoghe iniziative e ritenendo che tutto ruoti intorno a due ineludibili interrogativi:
Come può la mostra organizzata ad Olzai (ma ripeto: si potrebbe anche dire Campobasso, Munsummano....) contribuire a rilanciare l’interesse per l’incisione?
Come può l’incisione contribuire alla crescita di Olzai?
In ambedue i quesiti si può intravedere un eccesivo carico di responsabilità, ma sappiamo che anche il cammino più lungo inzia con un primo passo.
Ogni qualvolta, io preferisco dire s’investono, più comunemente s’intende si spendono, soldi per la cultura, immancabilmente qualcuno accuserà di spreco perchè, prescindendo da qualunque sia la cifra stanziata, sappiamo che non c’è frazione, borgo, paese, città o metropoli che non abbia nelle strade una qualche buca da riparare o un qualsiasi altro problema ritenuto prioritario.
Se non bastasse il Poeta a ricordarci “Fatti non foste a viver come bruti...” c’è la Costituzione Italiana che all’articolo 9 sancisce:
«La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione».
Insomma se un’amministrazione comunale organizza una mostra d’arte, un concerto, una rappresentazione teatrale, oppure sovvenziona una qualsiasi altra forma di espressione culturale, anche ad esclusivo beneficio della propria ristretta comunità, sta semplicemente ottemperando ad un principio costituzionale. È quando nessuna delle suddette attività viene sostenuta che ci si dovrebbe indignare perché il Paesaggio, l’Eno-Gastronomia l’Artigianato e l’Arte sono le uniche e vere RISORSE NATURALI del nostro Paese, non valorizzarle adeguatamente è il vero spreco con il presupposto, non scontato, di non scialacquare denaro pubblico con abusi clientelari.
Se ci si attende un “ritorno” da un investimento culturale non è in termini prettamente economici per ammortizzare i costi che va inteso il “guadagno”, certamente oltre alla notorietà e al prestiggio che ne possono derivare è possibile che s’inneschi un indotto a vantaggio delle attività commerciali del territorio.
Lungi da me voler dare consigli, sto provando soltanto a indicare disordinatamente alcuni aspetti da focalizzare.

DIFFUSIONE.
Nell’attuale societa dei Media non si può prescindere dal pubblicizzare al meglio l’iniziativa. Generalmente una conferenza stampa di presentazione che preceda l’inaugurazione è auspicabile e, di tanto in tanto, trovare pretesti per rilanciare la notizia.
Vanno bene i siti internet, ma conservano ancora una forte efficacia le inserzioni nelle riviste specializzate e soprattutto i servizi stampa e televisivi.
Senza necesariamente aprire un apposito sito sarebbe sufficiente dedicare alla rassegna una pagina nel sito del Comune con tutte le notizie utili sui trasporti, i collegamenti, le possibili sistemazioni... almeno l’elenco degli artisti, magari con una sintetica nota biografica.

CONTINUITÀ.
Il fatto che si sia adottata la definizione di biennale implica l’intenzione di ulteriori edizioni, auguro che si realizzino perché non c’è niente di peggio delle “Biennali” che si tengono una sola volta.
Forse l’impegno biennale potrebbe risultare troppo ravvicinato e gravoso, forse una scansione triennale risulterebbe più adeguata alle possibilità di un piccolo comune.

DOCUMENTAZIONE.
Nonostante sia l’era del virtuale un catalogo a stampa della rassegna è necessario, anzi indispensabile, finanche prioritario rispetto ad altri aspetti, pertanto auspico che si trovino i fondi necessari per realizzarlo.
In previsione di possibili ulteriori sviluppi sarebbe utile richiedere agli artisti di inviare le principali pubblicazioni (qualcosa di più del semplice pieghevole) sul loro lavoro da raccogliere in apposito fondo della biblioteca comunale (sarebbe stato meglio contemporaneamente all’invio delle opere, ma si è sempre in tempo).

DIDATTICA.
Occorrerrebbe predisporre accanto allo spazio espositivo un laboratorio didattico dove le scolaresche dopo la visita della mostra possano sperimentare il processo dell’incisione e della stampa. Intendiamoci non si tratta di far realizzare acqueforti ai bambini, ma sono già stati sperimentati diversi approcci efficaci facilmente riproponibili.

SINERGIE.
Quando come ad Olzai si cerca una sinergia con altri ambiti come i prodotti eno-gastronomici, o le espressioni della musica e dalla danza folcloristica, gli artisti e gli intellettuali “puri” storceranno il naso disgustati dalla contaminazione. Generalmente sono gli stessi che ritengono che il formaggio pecorino puzzi o che tolgono il grasso e la cotenna dal maialetto allo spiedo. Suggerirei di ripassare un po’ di storia sociale dell’arte per ricordarsi in quale considerazione erano tenuti gli artisti fino a non troppo tempo addietro.
Non mi scandalizza un'eventuale piega nazional-popolare, e non lo dico solo per il piacere della provocazione, se tutto è all’insegna della misura e del “Buon Gusto” con tutto il doppio senso contenuto in quest’ultima espressione.

PARTECIPAZIONE.
Il fatto di aver accettato l’invito a partecipare ad una mostra non costituisce, per l’artista, implicita autorizzazione a fregarsene delle richieste. Quando si vedranno escludere per la non conformità dei lavori presentati, forse gli artisti impareranno che se si richiede di rispettare un certo formato vi sono concrete esigenze di allestimento. La presunzione di inviare così come capita e che poi si arrangi chi organizza andrebbe direttamente rispedita al mittente.
Quale altra rassegna di incisioni in Italia si è mai fatta carico delle spese per ospitare tutti gli artisti invitati?
Per straordinaria coincidenza nel libro che sto leggendo “La traccia dell’angelo” di Stefano Benni trovo questo passo: «...se un giorno uscirai di qui, vai da Van Gogh e digli: eccoti i soldi per una scatola di colori e una bottiglia di buon vino, sii felice oggi, non dipingere i Girasoli, i mercanti avranno un argomento in meno, nel museo ci sarà un vuoto nella parete e i miliardari non faranno l’asta per aggiudicarselo. Ma esisterà quel giorno di felicità, il vino e i colori. Il giorno splendido in cui il capolavoro non fu dipinto e il pittore fu felice.» L’ho riportato perché ritengo che spieghi lo spirito con il quale gli organizzatori volevano condividere il giorno dell’inagurazione con agli artisti, in particolare con quelli ai quali è stato assegnato il premio acquisto che pertanto meritano una strigliata avendo mancato di perspicacia, ancor peggio se hanno fatto finta di non capire che vi è stata organizzata una mostra allestita dignitosamente, a più della metà è stato dato di che pagarsi il viaggio, che cazzo vi costava essere presenti? Mi riferisco all’atteggiamento generale, poco importa l’eccezione di chi si è comportato diversamente.
È comprensibile la riservatezza caratteriale, ma non veniva richiesto di tenere alcun discorso pubblico, nessuna esibizione o passerella in mutante, mentre era ben chiaro quanto gli organizzatori tenessero ad avvicinarsi agli artisti ospitandoli con vitto e alloggio.
Certo che nell’attuale situazione economica anche la piccola somma assegnata risulterà utile e, dopo questa tirata, proprio in tema di economia non occorre che sia esplicito per intendere quali cambiamenti apporterei per ridurre di almeno 13.000 Euro i costi della prossima edizione.
Frattanto non mancate di visitare quella in corso e lasciate un commento su cosa ne pensate, c’è tempo fino al 6 Gennaio del prossimo anno.
Buon Viaggio.

 




lunedì 1 ottobre 2012

PRIMA BIENNALE DELL’INCISIONE ITALIANA “CARMELO FLORIS” - OLZAI


«Che cento fiori fioriscano, che cento scuole gareggino».

Ricordare la paternità della citazione potrebbe risultare fuorviante, purtroppo al momento pare che in Italia l’invocazione risulti vana, perché il piacere per una nuova rassegna di incisioni che s’inaugura non compensa del tutto la delusione per le altre che vengono sospese o soppresse.
Vladimiro Elvieri, nel comunicato stampa diffuso per dare notizia della soppressione della rassegna ”L’Arte e il Torchio”, aveva scritto: «Consapevoli del periodo di gravi difficoltà economiche che stiamo vivendo, ma anche convinti che si tratti pure di priorità nelle scelte in un settore quale quello culturale, è triste constatare, vista l’esiguità della somma rispetto all’importanza della Biennale, quanto le idee di alcune persone preposte alla gestione della cosa pubblica siano distanti dal considerare la cultura come elemento di crescita di una comunità e di investimento per il futuro» e da un commento lasciato nel precedente post traggo la considerazione fatta da Andrea Marras: «... non credo che il piccolo comune di Olzai in provincia di Nuoro abbia una situazione di bilancio tanto diversa da quella delle altre città italiane. Più concretamente credo si tratti di precise scelte “culturali” anche quando la cultura si sceglie di affossarla.»
Quindi più delle ristrettezze finanziarie delle amministrazioni locali è più corretto scorgervi i sintomi inequivocabili delle ristrettezze culturali di chi amministra.
La cronaca quotidiana ci informa delle gravi difficoltà dell’intero comparto minerario della regione Sardegna, difficoltà talmente serie che mi imbarazza anche solo accennarvi accostandole alla “frivolezza” di questo post.
Evidentemente gli amministratori del Comune di Olzai, 929 abitanti in provincia di Nuoro (sì avete letto bene, non ho scordato qualche zero, per esattezza statistica pare siano 468 maschi e 461 femmine) hanno optato per differenti scelte di priorità.
La Biennale “Carmelo Floris” si realizza con aspetti di novità in ambito organizzativo e forti legami con la tradizione nella scelta di disegnare la “geografia” dell’incisione italiana. La fisionomia della rassegna appare già ben cartterizzata e probabilmente, come spesso accade, le scelte artistiche risulteranno apprezzate e condivise da coloro che sono stati invitati a partecipare e criticabili da chi non è presente almeno a questa prima edizione.
Anche per questi aspetti l’invocazione iniziale ha senso, preferisco attendere che la rassegna si consolidi con altre edizioni limitandomi alla riproposizione del comunicato stampa ufficiale.
Infine invito chiunque sarà presente all’inaugurazione ad inviarmi qualche foto da aggiungere a questo post.

COMUNICATO STAMPA
A Olzai i grandi maestri dell’arte incisoria italiana
Sabato 6 ottobre l’inaugurazione della Mostra con ottanta capolavori
OLZAI – Sabato 6 ottobre 2012, alle ore 17, appuntamento artistico di rilievo nazionale a Olzai con l’inaugurazione della prima “Biennale dell’Incisione Italiana – Carmelo Floris”.
L’importante manifestazione è organizzata dal Comune di Olzai con il patrocinio della Regione Autonoma Sardegna (Presidenza della Giunta e del Consiglio Regionale), Provincia di Nuoro e il fondamentale contributo della Fondazione Banco di Sardegna e Banco di Sardegna.
L’inaugurazione della mostra sarà preceduta da una breve cerimonia, durante la quale saranno consegnati gli attestati di partecipazione ai quaranta artisti invitati alla Biennale. Oltre al sindaco Antonio Ladu e gli amministratori comunali, saranno presenti diverse autorità istituzionali, critici d’arte e collezionisti, personalità del mondo artistico e accademico provenienti anche dalla Penisola.
Previsti anche dei brevi interventi del direttore artistico della manifestazione Enrico Piras e degli illustri professori Paolo Bellini da Milano, Nicola Micieli da Pisa e della critica d’arte Maria Grazia Scano Naitza da Sinnai (Cagliari), componenti dell’autorevole Giuria che  lo scorso mese di giugno ha assegnato i venti “premi – acquisto” stabiliti dal regolamento della manifestazione.
Dopo il taglio del nastro della mostra, il programma della manifestazione prevede anche una serata d’animazione nel cortile della Casa Mesina, con l’esibizione dei migliori cantori sardi a chitarra, fisarmonicisti e del Coro polifonico e Gruppo ballo della Pro Loco Bisine. Il tutto nella magica atmosfera del centro storico di Olzai.
l progetto e regolamento artistico della Biennale
Con l’istituzione della Biennale, l’Amministrazione comunale intende valorizzare e onorare degnamente la figura e l’opera dell’illustre pittore e xilografo olzaese Carmelo Floris (1891-1960) e, nel contempo, creare un punto di riferimento in ambito nazionale delle arti incisorie, nonché favorire il turismo culturale nel proprio territorio e più in generale nella Barbagia.
L’idea di istituire questa manifestazione, era partita da Enrico Piras, pittore e incisore olzaese ma da tempo residente a Sassari.
Accolta con entusiasmo la proposta di realizzare a Olzai una manifestazione artistica di livello nazionale, nel 2011 la civica amministrazione guidata dal sindaco Antonio Ladu ha stanziato le prime risorse finanziarie.
Lo scorso mese di gennaio, il funzionario comunale Giangavino Murgia ha predisposto in economia un progetto amministrativo e finanziario approvato dalla Giunta comunale. Un progetto molto impegnativo, ma che non prevede alcun compenso per gli artisti, direttore artistico e componenti della Giuria.
Quindi, un’iniziativa artistica ambiziosa ma – per espressa volontà degli amministratori comunali – da realizzare all’insegna del risparmio e, soprattutto, grazie alla generosa disponibilità di Enrico Piras, dei componenti della Giuria, del personale del Comune di Olzai e degli illustri artisti invitati alla manifestazione.
***
Il regolamento della manifestazione è indubbiamente originale rispetto alle numerose biennali e concorsi di grafica organizzati in Italia, perché prevede la partecipazione di un numero limitato di artisti già affermati in campo nazionale e selezionati da Enrico Piras, come si è detto, ideatore e direttore artistico della Biennale di Olzai.
Lo scorso mese di marzo, sono stati invitati quaranta incisori residenti in diverse regioni, per offrire al pubblico una esauriente panoramica della produzione dell’arte grafica italiana contemporanea. E, con grande soddisfazione degli organizzatori, tutti gli artisti hanno accolto l’invito presentando ognuno due incisioni originali tra le quali la Giuria degli esperti ha selezionato venti stampe calcografiche, ora acquistate dal Comune di Olzai.
La manifestazione non prevede alcuna graduatoria di merito, né la proclamazione di un vincitore o l’assegnazione di premi che non siano l’acquisto delle opere selezionate.
Le stampe acquistate in questa e nelle successive edizioni della Biennale, faranno parte del patrimonio artistico dalla “Pinacoteca Comunale Carmelo Floris” per incrementarne la preziosa collezione che attualmente conta oltre 250 opere.
Alcuni artisti hanno già manifestato la volontà di donare al Comune di Olzai le opere presentate alla Biennale e quindi si aggiungeranno alle venti già acquisite al patrimonio della galleria comunale istituita nel 1987.
Il logo della manifestazione: il “Don Chisciotte” di Carmelo Floris
Con la consulenza grafica della società Eikon di Nuoro, è stato elaborato il logo della Biennale che riprende il “Don Chisciotte”: una minuscola xilografia che Carmelo Floris utilizzava per “firmarsi” e che è stata utilizzata integralmente per la Casa Museo.
Estrapolandolo dalla forma di timbro, il “Don Chisciotte” assume una maggiore visibilità e riconoscibilità come icona e quindi diventa il simbolo di un’iniziativa coraggiosa come la Biennale e, infine, stabilisce un legame inequivocabile con Carmelo Floris e l’istituzione del museo civico a lui intitolato e inaugurato nel 2003.
In mostra ottanta opere dei più famosi incisori italiani
La mostra, che sarà inaugurata il prossimo 6 ottobre nella Casa Mesina e rimarrà aperta al pubblico per tre mesi, rappresenta la prima tappa del progetto culturale che il Comune di Olzai intende realizzare con l’istituzione della “Biennale dell’Incisione Italiana – Carmelo Floris”. 
Quindi, nella quiete autunnale della Barbagia, sarà possibile ammirare ottanta capolavori di indiscutibile pregio artistico, magistralmente realizzati con diverse tecniche incisorie e calcografiche da quaranta artisti residenti nella Penisola:
Nell’esposizione della prima Biennale, presenti anche quattordici opere realizzate da sette artisti isolani: Franco Bussu di Ollolai e Giovanni Dotzo di Isili (decano degli incisori sardi) ma residenti a Cagliari; Primo Pantoli di Cesena, ma da oltre cinquant’anni residente in Sardegna; Salvatore Sechi “De Gonare” di Sarule che vive e opera a Sassari; Gabriella Locci di Serdiana; Paola Dessy (figlia del grande Stanis Dessy) e il giovane incisore Giovanni Sanna di Porto Torres.
Il percorso espositivo comprende anche due lavori del direttore artistico della Biennale Enrico Piras.
L’allestimento della mostra è curato dalla società Eikon snc di Nuoro. Fino all’Epifania 2013, l’esposizione della prima Biennale potrà essere visitata ogni giorno, anche con l’assistenza e visite guidate della società “Su ‘Antaru di Lidia Siotto e c.” di Olzai (per prenotazioni: tel. 348.60.94.727).
Le iniziative collaterali alla Biennale
Il programma della Biennale prevedeva una serie di iniziative collaterali finalizzate alla promozione della Casa Museo e Pinacoteca Carmelo Floris e delle altre risorse turistiche del paese di Olzai. Sono altresì coinvolte nell’iniziativa le associazioni e le aziende ricettive locali, di produzione e commercializzazione dei prodotti di eccellenza del territorio.
Pertanto, per tutta la durata della mostra della Biennale, nel cortile della Casa Mesina saranno presenti alcuni stand delle aziende agricole e artigiane di Olzai e quindi sarà possibile degustare e acquistare i migliori prodotti tipici locali.
Oltre alla pubblicazione del catalogo della mostra, prevista entro il prossimo mese di dicembre, gli Amministratori comunali sperano di trovare ulteriori risorse finanziarie per organizzare un corso d’insegnamento delle tecniche incisorie e quindi realizzare interamente il progetto della prima edizione della “Biennale dell’Incisione Italiana – Carmelo Floris”.

Olzai, 24 settembre 2012                                                      Ufficio del Sindaco

martedì 11 settembre 2012

SOSPESA “L’ARTE E IL TORCHIO”

        A seguito delle numerose e-mail giunte al sito de “L’Arte e il Torchio” dagli appassionati dell’arte grafica, prima con richieste di notizie sulla prossima edizione della Biennale e poi con attestati di incredulità e di solidarietà per la forzata sospensione della stessa manifestazione, confermiamo che la 8ª Rassegna internazionale di incisione “L’Arte e il Torchio / Art and the Printing Press”, prevista dal 7 aprile al 5 maggio 2013 presso il Centro culturale di Santa Maria della Pietà a Cremona e al Museo della Stampa di Soncino, non si terrà a causa del mancato contributo finanziario di base (già promesso in precedenza) da parte del Comune di Cremona. Tale somma (meno di un premio a un dirigente comunale),  rappresentava un primo contributo (circa un terzo della spesa), al quale si sarebbero aggiunti poi gli altri sponsor, per la realizzazione di quella che è oggi diventata, con cadenza biennale, un punto di riferimento e di confronto fondamentale nel settore dell’arte grafica originale, sia in ambito nazionale che internazionale, con la presenza ad invito, e a rotazione, dei più significativi artisti del panorama mondiale, le sezioni dedicate ai giovani incisori italiani e agli ex libris, la collaborazione di prestigiose istituzioni pubbliche e private tra cui la Triennale d’arte grafica di Cracovia, il Graphicstudio dell’Università della Florida del Sud (con maestri del calibro di R. Rauschenberg, J. Rosenquist, J. Dine, C. Close, ecc.), l’Atelier Contrepoint (ex Atelier 17) di Parigi, Lessedra Art Gallery di Sofia, l’Istituto italiano di cultura di Cracovia, il Taller 99 di Santiago del Cile, l’Associazione italiana Ex libris, il Museo della Slesia di Katowice (con la recente donazione di incisioni dei grandi maestri italiani del ‘900 e l’assegnazione alla Biennale cremonese del premio “Friends of the Silesian Museum”) e il sostegno di alcuni dei più importanti filosofi e critici d’arte come Dino Formaggio, Witold Skulicz, Renzo Margonari e altri.
Consapevoli del periodo di gravi difficoltà economiche che stiamo vivendo, ma anche convinti che si tratti pure di priorità nelle scelte in un settore quale quello culturale, è triste constatare, vista l’esiguità della somma rispetto all’importanza della Biennale, quanto le idee di alcune persone preposte alla gestione della cosa pubblica siano distanti dal considerare la cultura come elemento di crescita di una comunità e di investimento per il futuro. La rassegna “L’Arte e il Torchio”, dal 1999, anno della sua nascita, ha raccolto quasi 2000 opere donate dai maggiori artisti italiani e internazionali invitati a partecipare all’esposizione, che costituiscono oggi, presso il Gabinetto Stampe del Museo civico di Cremona, una collezione di incisioni contemporanee comprendenti tutte le tecniche calcografiche e a rilievo, un patrimonio artistico (ed anche economico) che molte città ci invidiano.
Di non trascurabile importanza anche l’aspetto didattico della Manifestazione, che ha sempre accolto, presso il laboratorio d’arte, aperto per tutto il periodo espositivo, centinaia di scolaresche cremonesi e non solo, per un approccio diretto alle tecniche dell’arte a stampa (l’Italia e la Germania sono da considerare le patrie dell’incisione calcografica dalla metà del XV secolo), con lezioni teoriche e soprattutto pratiche, fondamentali per conoscere e comprendere i percorsi creativi inerenti ai lavori in mostra dei grandi maestri contemporanei.  Cremona viene così a perdere (speriamo solo momentaneamente) una delle sue più alte e prestigiose rassegne artistiche internazionali che l’hanno posta all’attenzione del mondo, ma anche fonte di introiti turistico-commerciali derivanti dall’arrivo nella città del Torrazzo di visitatori dalle altre province e dall’estero.
Pensavamo che il tema della Biennale 2013, dedicato, in questo particolare momento storico, ai ventisette paesi della Unione Europea, rappresentati dai loro migliori artisti con opere di medio e grande formato (di cui buona parte donate a Cremona),  potesse costituire un motivo di grande interesse, sufficientemente coinvolgente, che avrebbe posto simbolicamente Cremona al centro dell’Europa, almeno in ambito artistico.  Oggi, purtroppo, ci troviamo invece a dover rispedire al mittente (a nostre spese) quei lavori che qualche famoso artista invitato aveva frettolosamente inviato (e donato) a Cremona. 
Con l’auspicio di poter ristabilire presto un dialogo collaborativo con le Istituzioni, per una auspicabile continuità dell’iniziativa, ringraziamo tutti coloro (dagli stessi artisti alle varie Amministrazioni comunali, dal Sistema museale cremonese all’ADAFA, dalla Pro Loco di Soncino agli attuali enti promotori, la Confartigianato e l’ANISA di Cremona e a tutti gli sponsor e collaboratori) che hanno sin qui sostenuto questo progetto teso alla conoscenza e alla valorizzazione dell’arte dell’incisione, intesa come espressione del libero pensiero, nell’ambito di una autonoma e originale ricerca; una manifestazione, la più importante del settore oggi in Italia, oggetto di apprezzamenti da parte di artisti, studiosi e appassionati di ogni continente, di cui Cremona dovrebbe andar fiera. Ma, a quanto pare, la cultura è diventata un optional nel cosiddetto paese dell’arte.  “Assai acquista chi perdendo impara” è un insegnamento sempre attuale di Michelangelo Buonarroti.

Cremona, 11 settembre 201
                                         Vladimiro Elvieri (curatore generale L’Arte e il Torchio)

Tutti coloro che hanno a cuore la sopravvivenza della Rassegna internazionale di incisione “L’Arte e il Torchio”, possono scrivere all’indirizzo e-mail: info@artetorchio.it (con oggetto: “salviamo L’Arte e il Torchio”). Tutte le e-mail saranno in seguito inoltrate al Comune di Cremona.
Grazie.
Vladimiro Elvieri e il Comitato organizzatore L’Arte e il Torchio