martedì 10 aprile 2012

DIGRESSIONE


Digressioni letterarie d’artista, o qualcosa di simile: una nuova serie di post che di tanto in tanto punteggeranno il Blog, iniziando con un breve testo in forma di dialogo di Nella Piantà che concepisce la realizzazione di una lastra come relazione tra creatività e ragione.



AUTORITRATTO

di Nella Piantà


Personaggi:    R: Ragione
     C: Creatività
     Io: io, Nella Piantà


R - Questa volta sono arrivata in ritardo e non ho rispettato i sogni.
C - Già, hai scoperto l'incisione a 50 anni!
R - Prima non potevo, dovevo guadagnarmi uno stipendio in un paese dove queste cose  non esistevano.
C - È una scusa!
R - Ma stai zitta tu che pensavi solo ai colori.
C - No! non è vero! Sono io che ho sentito l'odore degli inchiostri, della carta, del rame in quel grande e vecchio laboratorio.
R - Beh, se è per quello sono io, invece, che ho ascoltato e ho seguito gli insegnamenti anche quando tu non eri d'accordo.
C - Sì, ma sono io che sento e valuto il rumore degli strumenti che raschiano il metallo e so quando stai lavorando correttamente.
R - Vedi, stai riconoscendo che quella che lavora sono io!
C - Sì tu fai, ma la sensibilità è mia, io entro nei soggetti e quando tu fai, io sono dentro alla lastra e ti attiro dentro al nero profondo e ti guido alla ricerca della luce, ti mostro quello che il soggetto vuole che si veda e quello che vuole nascondere.
R - Sì, sì … stai zitta adesso, mi distrai e la mano non ubbidisce.
C - Ma stai zitta tu! Se discuto con te mi allontano, seguo altre strade, altre sensazioni ... a proposito, mi sta venendo un'idea per il prossimo lavoro ...
Io - Silenzio! Lavoriamo, qui, adesso, finiamo questa lastra poi penseremo alla prossima:  non abbiamo tempo da perdere!

 

domenica 1 aprile 2012

TASSONOMIE

Richard Müller,
Das große Tier I – Stehend (il grande animale I - In piedi)
Acquaforte, 1918

Probabilmente vi sarà già nota la classificazione, elaborata da Alberto Arbasino, degli stadi evolutivi di uno scrittore che ritengo si adatti bene anche agli artisti figurativi.
 Secondo Arbasino le fasi sono le seguenti:
I) GIOVANE PROMESSA.
II) IL SOLITO STRONZO.
III) VENERATO MAESTRO.
 Per unanime convenzione nei concorsi e nelle rassegne si è fissata a trentacinque anni compiuti la soglia della gioventù. Superata questa età se non sei riuscito a diventare “il Solito Stronzo”, non sei più nessuno e resterai fuori gioco. Non è da tutti compiere l’intera scalata, i più si fermano al secondo stadio, e qualcosa di buono bisogna pure averla fatta per assurgere al massimo livello, tuttavia non è rara qualche promozione per anzianità (molta anzianità) di servizio.
È lo stesso Arbasino ad essere indeciso se il “Maestro” debba essere considerato “Venerato” o “Venerabile”, ma poco importa, è il sostantivo a fare la differenza inoltre è da includere la possibilità che si possa anche assurgere a   “Venerato Maestro Stronzo”, da non confondere però con “il Solito Stronzo che si crede Maestro”: sottili variazioni tassonomiche da non trascurare.

domenica 25 marzo 2012

EXCŪSĀTIŌ NON PĔTĪTA

Anonimo monogrammista GR
Flagellazione di Cristo
da Giulio Romano
Bulino e acquaforte, 1588
mm 241 x 315












Lo faccio,
non lo faccio,
lo faccio,
non lo faccio,
l'ho fatto!
 
Volevo essere certo di essere capace di non inviare mai questa piccola incisione per semplice discrezione e volendo evitare il "post mortem" del Tuo P.S. mi sono aggrappato alle mie palle senza più allentare la presa, ma la cosa sta cominciando a darmi un fastidioso dolorino. Rinuncio al gesto scaramantico.
Grazie per eventuale accoglienza.

Tra le parole con le quali gli artisti hanno accompagnato il proprio autoritratto, queste meritano di certo il primo premio per l’ironia (eventualmente, se vorrà, sarà l’autore stesso a svelarsi), dimostrando, oltre a consonanza con lo spirito del blog, un atteggiamento che a me risulta istintivamente simpatico tanto da farmi ritenere di aver sbagliato nel porre, per l’inserimento degli autoritratti, solo condizioni formali, pertanto aggiungo che risulterà gradito se gli autoritratti saranno accompagnati da qualche parola di commento: serio o ironico, spiritoso o profondo, poetico o tecnico… non importa, lascio alla decisione dell’autore la scelta se pubblicarlo come accompagnamento dell’immagine.

Credo di aver ringraziato tutti singolarmente, ma nell’eventualità che possa aver mancato con qualcuno rivolgo un ringraziamento pubblico e generale a tutti coloro che hanno già inviato il loro autoritratto e hanno segnalato errori, scambio di immagini, mancanze e sviste nelle quali sono incorso nel caricarli.
Tanto per non far mancare un po’ di sarcasmo sui toni trionfalistici di certe rassegne, così sono rappresentati “i migliori incisori di tutti i tempi”.

Sono perfettamente consapevole che rispetto ai gusti correnti le pagine delle EDIZIONI e degli AUTORITRATTI non risultano “Cool”. Ormai non occorrerebbe un “Web master” per strutturare le pagine con “finestre”, “tendine” e “animazioni”…, ma non è solo a causa delle semplici impostazioni di base di questo blog e, soprattutto, della mia incompetenza, se le voci risultano banalmente allineate in successione alfabetica. Diciamo che c’è anche una precisa intenzione che potremmo definire “concettuale”: omettendo volutamente un indice generale si è “costretti” a percorrere tutta la pagina per sapere chi è presente, inoltre ritengo che condizionare l’aggiornata tecnologia informatica con forme di arcaismo risulti coerente con il gusto spartano per i segni essenziali dell’incisione.
Questo non è un “Sito”, non può e non vuole esserlo, questo è solo un Blog nato per “cazzeggiare consapevolmente” entro un campo che mi appassiona e il fatto che qualche considerazione appaia, a volte, sensata è del tutto marginale.
Le pagine si sono aggiunte man mano, alcune rispecchiano i miei interessi di sempre, altre sono nate per successive sollecitazioni esterne.
L’aspetto che si è rivelato interessante, e che qui voglio rimarcare, è l’aver ricevuto “segnali” e qualche esplicita e-mail di critica verso la pagina degli autoritratti ritenuta un espediente per acquisire consenso… una caduta di gusto… un abbassamento del livello culturale… Addirittura!
Aver provocato reazioni rafforza lo spirito del Blog, soprattutto se tra i “risentiti” c’è chi si era compiaciuto, in altra precedente occasione, per un attacco verso qualcun altro.
Apprezzo la sincerità e rispetto la riservatezza di coloro che mi hanno scritto, ma se le considerazioni espresse nelle e-mail fossero state inserite come commenti sarebbe stato più interessante e anche Utile & Dilettevole per tutti (valga il civilissimo scambio di battute nel post sulla Biennale di Olzai).
Quel che non capisco è perché l’esprimere le proprie opinioni in questo campo venga generalmente tacciato come perdita di tempo e vorrei sapere quali sono gli argomenti meritevoli per i quali il tempo trascorso in Internet sarebbe ben speso.
C’é una forte ritrosia a lasciare commenti anche se nella modalità “Nome/URL“ non occorre alcuna registrazione e, in ogni caso, il proprio indirizzo e-mail non comparirà comunque, inoltre è anche possibile inserire un commento con la modalità “Anonimo”.
Brevissima divagazione ché essendo in tema di lamentele riferisco anche quella dell’artista dispiaciuto perché non ho segnalato la sua personale di pittura presso una importante (a suo dire) galleria di Berlino; o costui sopravvaluta il blog o lo ha scambiato per uno di quei siti dove è possibile segnalare di tutto automaticamente perché dimostrare un elevato numero di contatti è funzionale alla vendita degli spazi pubblicitari. Non avendo di queste velleità affaristiche posso permettermi qualche privilegio e l’introduzione alla pagina MOSTRE mi pare chiara: vengono segnalate soltanto mostre d’incisione che si tengono in Italia, nient’altro, ché già così stento a seguirle.
Torniamo agli autoritratti: devo dedurne che la battuta sulle “capre”, contenuta nel post “Interludio 06”, ha colto nel segno, inoltre, diciamolo chiaramente, nessuno avrebbe avuto da ridire se gli autoritratti fossero stati tutti di artisti defunti (risparmiatevi il gesto scaramantico che, come ci ha raccontato l’amico che ha aperto questo post, ne ha messo a rischio la virilità e poi per le donne… potrebbe essere frainteso l’aggrapparsi a quelle di un ignaro vicino) scatta sempre un qualche risentimento quando ad alcuni è concesso quel che ad altri è negato.
Per concludere: attribuisco alle pagine il valore di “zona franca” rispetto alle posizioni critiche espresse nei post, pertanto, che la si intenda seriamente o con ironia, confermo la convinzione della validità di un “Libro delle Facce” degli incisori italiani, riconoscendo all’ALI di Bologna, con le mostre che stanno organizzando, lo spunto per la riscoperta del tema.
Tutto il materiale fin qui raccolto è a disposizione di chiunque vorrà, potrà e saprà fare di meglio, ovviamente un link al Blog sarà gradito.
Ad Maiora